Alimentazione vegetariana cos’è

La dieta vegetariana, le sue origini, di cosa si tratta ed i suoi benefici

L’alimentazione di tipo vegetariano è una scelta che sempre più persone abbracciano. Sia per motivi di salute, sia etici che religiosi è una dieta che può portare notevoli benefici e che può essere interpretata con diverse variazioni. Negli ultimi anni ha avuto un boom esponenziale dato anche dagli studi sulla dannosità della carne rossa, o vicende quali “la mucca pazza e l’influenza aviaria” e la scoperta dei maltrattamenti negli allevamenti intensivi di bestiame, unita alla crudeltà di macellazione ed utilizzo di mangimi animali contenenti ormoni. Conosciamola quindi meglio in tutti i suoi aspetti.

Le origini

Il vegetarianismo o vegetarianesimo o vegetarismo, consiste nell’eliminazione dalla dieta di parte degli alimenti di origine animale. Traduzione dall’inglese vegetarian (da vegetable, il vegetale) e prima ancora dal francese vegetable (vivente) che trova la sua radice nel latino in vegetus (sano). La Gran Bretagna è infatti attualmente considerata la patria del vegetarianismo moderno, mentre le prime tracce inerenti il vegetarianismo provengono dalle popolazioni della Grecia e dell’India antiche. Anche Zarathustra ne fece accenno, parlando dei sacrifici violenti di animali.

Le ragioni

I motivi che determinano la scelta di uno stile di vita vegetariano possono essere diversi.

Religiosi: La natura religiosa dell’abbracciare l’alimentazione vegetariana risiede nell’antichità e nei culti che prevedevano il divieto del consumo di carne come pratica spirituale o come punto di vista biocentrica che prevede il rispetto verso le altre forme di vita e amore verso l’ecosistema, l’armonia verso la terra ed i suoi abitanti.

Etica: La decisione di diventare vegetariano può nascere dalla convinzione che ogni animale, o essere vivente, possa provare emozioni e dolore e che debba godere dello stesso rispetto applicato agli uomini. Non si limita all’alimentazione ma anche a tutti quei comportamenti della propria vita che possono avere un impatto o meno su quella animale, quindi in concreto, si attua eliminando tutti i derivati animali che comportino sfruttamento e sofferenza ed i comportamenti che possano avallare tale sofferenza animale, come alcuni sport (caccia e pesca) lo svago (circo e acquario), commercio cinofilo, l’utilizzo di prodotti testati su animali e tutto ciò che sia riconducibile alla sperimentazione animale, l’utilizzo sia di beni di consumo che abbigliamento contenenti parti animali (pelicce, avorio, pennelli), preferendo materiali sintetici e altro tipo di svaghi e cosmetici.

Salute: La dieta vegetariana, unita ad uno stile di vita sano, senza fumo e che preveda una discreta attività fisica, riduce il rischio di malattie quali diabete di tipo 2, ipertensione, malattie cardiovascolari, ictus, alcuni forme cancerogene, ipercolesterolemia LDL (il famoso colesterolo cattivo) e tutte le patologie legate a sovrappeso e obesità.

Le diverse diete

La dieta vegetariana prevede il consumo di frutta, verdura, cereali, legumi, frutta secca, uova e latticini. Negli ultimi anni, in Italia, sono stati introdotti anche cibi di paesi con diverse usanze alimentari, quali kamut, miglio, quinoa, tofu, bulgur, soia e seitan, che vengono da altre tradizioni e culture ad integrare l’alimentazione vegetariana, rendendola più equilibrata. Oltre ai prodotti di natura vegetale ed i vari condimenti come la soia, le alghe, il miso, sono stati inseriti anche alimenti a base vegetale ed i prodotti industriali come hamburger, latte vegetale, polpette, yogurt, macinato, da usare in sostituzione ai classici ingredienti. Questi ultimi alimenti non vengono però accettati da chi sceglie un’alimentazione vegetariana in risposta alla grande catena industriale.

Nell’ambito di un’alimentazione vegetariana, numerose sono le variazioni sul tema, ma che hanno tutte un comun denominatore: l’esclusione del consumo di carne animale, a volte solo terrestre, altre anche acquatica e volatile. Ecco le principali:

Latto ovo vegetariana che esclude carne, pesce, molluschi e crostacei, mentre ammette i prodotti vegetali, le uova, i prodotti caseari e lattieri, miele, alghe e lieviti.

Latto vegerariano che ha le stesse caratteristiche ma esclude le uova.

Vegetalismo o veganismo che ammette solo prodotti di origine vegetale ed esclude tutti gli altri succitati.

Crudismo che ammette cibi vegetali non sottoposti a trattamento termico ad alte temperature, quindi principalmente utilizza cibi crudi, semi, cereali e legumi germogliati.

Fruttarismo che ammette solo il consumo di frutta dolce e ortaggi con semi caduti spontaneamente o che non siano state sfruttate dall’uomo.

Benefici e controindicazioni

L’alimentazione vegetariana è preventiva in alcuni casi di diabete e ipertrigliceridemia grazie all’assunzione di frutta e verdura fresca, cereali e legumi non decorticati, oltre all’acido alfa linoleico. Permette inoltre di far scendere il colesterolo totale e LDL e l’ipertensione, grazie all’eliminazione di prodotti contenenti grassi saturi e sodio e all’assunzione di frutta e verdura contenenti le vitamine necessarie (A,C,E). Inoltre la non assunzione di alimenti contenenti conservanti, sale aggiunto e formaggi stagionati, permette di mantenere un peso corporeo normale, scongiurando il rischio di malattie metaboliche.

Per lo stesso motivo diminuisce il rischio di aterosclerosi, trombosi, ictus ischemici ed emorragici. Sono in atto studi e pubblicazioni atti a dimostrare che le proteine di origine animale possano favorire alcuni tumori e che la dieta vegetariana avrebbe un ruolo preventivo nei casi di cancro e neoplasie (colon e retto, stomaco, vescica, prostata alcuni linfomi e mielomi), Alzheimer, asma, artrite reumatoide, calcolosi, diverticoli, cataratta, fibromialgie).

Come per la dieta vegetariana, il rischio è quello di sviluppare deficit vitaminici e minerali che possono favorire la comparsa si anemie, osteoporosi e tutte quelle patologie correlate a tali deficit. Per questo motivo bisognerebbe sempre sentire il parere del proprio medico curante e fare i controlli ematologici di routine, specialmente in caso di pregresse problematiche di salute, di gravidanza o nella prima infanzia e adolescenza.