Chiodi di garofano: proprietà e uso

L’Eugenia caryophyllata è un albero sempreverde appartenente alla famiglia delle Myrtaceae e che si sviluppa soprattutto in Madagascar, Indonesia e nelle Antille. Il nome italiano con cui lo conosciamo è dovuto alla somiglianza dei chiodi con il nostro garofano, ma la pianta è completamente diversa: chioma tondeggiante, foglie rosse che contengono il prezioso olio essenziale. Il profumo dei chiodi di garofano è dolce ma forte allo stesso tempo, leggermente speziato e molto fiorito.

Il periodo della raccolta inizia dopo la stagione delle piogge, quando i fiori raggiungono un colore rosa, successivamente i boccioli vengono essiccati dopo esser stati raccolti a mano o tramite la battitura dei rami. I chiodi di Garofano erano diffusi in Oriente già oltre 2000 anni fa. Dalla Cina e dalla Siria la pianta venne portata in Occidente grazie alle tratte commerciali e la famosa via dell’incenso, i nostri antichi romani già li conoscevano ed utilizzavano, nel medioevo erano considerata una pianta rara e preziosa. Questa spezia deve la sua fama agli olandesi che la portarono in Europa dalle Maldive ed ai belgi, che ne svilupparono l’utilizzo cosmetico e non solo fitoterapico.

La medicina cinese e quella indiana prevedevano già anticamente il loro impiego come analgesici, anestetici, antispasmodici e stimolanti, grazie alle benefiche proprietà. Vediamo quali:

Utilizzi e benefici

In ambito culinario ed enogastronomico trovano largo impiego in numerosi preparati, sia salati che dolci: nei salati possiamo trovarli in coppia con la selvaggina, le carni marinate, gli arrosti, pollo e gallina e con i formaggi stagionati e alcune verdure. Nei dolci sono ottimi nelle ricette di biscotti, torte di frutta, con le mele, nelle creme e per farcire le torte, noti anche nel panpepato. I chiodi di garofano vengono utilizzati anche nei liquori e nei vini, specialmente nelle zone più fredde del nord Italia e nord Europa.

Ottime anche le tisane o gli infusi, abbinati con altre spezie benefiche per aromatizzare il tè e le tisane. Basterà conservarli in un barattolo ermetico al riparo dal caldo e dalla luce. In infusione trovano la loro massica espressione di bontà ed efficacia.

I chiodi di garofano sono utili anche come antitarme naturali: inseriti in sacchetti all’interno degli armadi, in abbinamento a lavanda, canfora, arancia, oppure in alternativa ai gerani per allontanare zanzare e mosche, a patto di inserirli in un limone. Riposti in cucina saranno d’aiuto anche contro le farfalline di pasta, riso e farina.

Nella cosmetica trovano impiego in creme e preparati, grazie alla presenza di flavonoidi ed eugenolo, che rendono il suo olio essenziale un prezioso alleato contro i segni dell’invecchiamento dovuti ai radicali liberi. Una particolarità è che la pianta ha la più alta resa di olio essenziale rispetto a tutte le piante aromatiche e che la quantità di Eugenolo in essa contenuta è la più alta e potente in assoluto.

Nota la loro validità anche in aromaterapia, collocati in camera da letto, oppure nei diffusori e nei bruciatori domestici.

Proprietà curative

Questa spezia, grazie proprio all’elevata presenza di tannini, flavonoidi, eugenolo e mucillagini, gode di spiccate proprietà analgesiche, disinfettanti ed antinfiammatorie.

Da secoli vengono utilizzati come rimedio naturale al mal di denti ed alle infiammazioni gengivali, con gargarismi dell’infuso di chiodi di garofano, oppure applicandoli sul dente dolorante.

Migliorano anche la motilità intestinale, depurando il corpo e l’intestino dalle tossine e favorendo il transito del cibo all’interno di esso. Per questo motivo, sono utili anche in caso di nausea, indigestione e disturbi di gas intestinali.

Utili in caso di mal di testa, spossatezza, contro i già citati radicali liberi, l’invecchiamento cellulare della pelle e la sensazione di gonfiore dovuto alla cattiva circolazione. Alcuni li considerano anche afrodisiaci, perché sono d’aiuto alla circolazione del sangue.

Costituiscono un ottimo rimedio naturale anche contro le micosi della pelle, grazie al loro potere antimicrobico, conosciuto da secoli contro la formazione di funghi, spore e batteri della pelle e della cute. L’utilizzo tramite infuso è adatto anche in caso di parassiti intestinali, come l’Escherichia Coli e batteri interni al corpo. Grazie all’azione antibatterica e antimicotica, capita sovente di trovarli nell’Inci di creme, shampoo e lozioni per la pelle. Questo potere conservativo, grazie all’azione bloccante di funghi e muffe, può essere applicato anche in cucina, dove evitano il deperimento dei cibi, la loro freschezza e le proprietà organolettiche e nutrizionali.

Dopo una malattia e durante la convalescenza riesce a coadiuvare la ripresa in caso di debolezza e spossatezza, dando vigore e migliorando l’apparato intestinale e del cuore.

Controindicazioni

Come tutte le spezie, i chiodi di garofano andrebbero evitati in gravidanza e allattamento, in caso di allergia o ipersensibilità e ulcere dello stomaco e del fegato. Infatti, in dosi elevate, possono essere tossici per il fegato e l’intestino. L’olio essenziale non va mai utilizzato puro al 100%, ma sempre diluito con un olio vegetale neutro, proprio come avviene per gli altri olii essenziali, perché irrita la cute esterna e le mucose.